Δευτέρα 11 Σεπτεμβρίου 2017

L’ENCICLICA “LAUDATO SI” E LA CUSTODIA DEL CREATO


L’ENCICLICA “LAUDATO SI” E LA CUSTODIA DEL CREATO
Relazione per l’incontro di formazione per i sacerdoti del Patriarcato di Venezia
 Venezia - Centro pastorale card. Urbani di Zelarino - 21 gennaio 2016
Archimandrita Evangelos Yfantidis
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta  

Introduzione
Se prendiamo in esame i testi sacri della Chiesa, per individuare il valore attribuito alla natura ed alla difesa/rinnovamento del creato, troveremo riferimenti innumerevoli sia nell’Antico e Nuovo Testamento, che nei testi dei santi Padri, nelle vite e negli insegnamenti di molti santi e nell’innologia quotidiana. Nel giugno del 1989 il Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico ed il Patriarca Demetrio, con una sua Enciclica, firmata il 6 giugno, hanno proclamato come giorno della difesa dell’ambiente naturale e dell’esaltazione del significato del creato il 1° settembre, l'inizio dell’anno ecclesiastico, giorno in cui sin dai primi secoli si chiede la benedizione del Signore, “il Creatore di tutta la creazione”. Secondo il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, “quello storico proclamo sottolineava l’importanza dell’ethos eucaristico ed ascetico della nostra tradizione, che costituisce una correzione del modo di vita consumistico e una soluzione alternativa alla dominante filosofia della nostra epoca”. Dopo l’elezione del Patriarca Bartolomeo (1991), i dialoghi e le iniziative per la salvaguardia ed il rinnovamento del creato occupano una gran parte del servizio del Patriarcato Ecumenico da parte della Chiesa Ortodossa e comprendono Messaggi Patriarcali per il 1° settembre, simposi, congressi, seminari, omelie ed interviste dell’Arcivescovo di Costantinopoli e dei Prelati Ortodossi, e la pubblicazioni di saggi e di libri.
Dovevano passare alcuni decenni nel mondo Romano Cattolico da quel 1989 per poter percorrere un cammino di sensibilizzazione ecologica, attraverso il magistero dei due Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, fino all’arrivo di Sua Santità Papa Francesco, che con la “Laudato Si”, un'enciclica promulgata in un momento molto delicato per l’umanità, ha mostrato un interessamento particolare per la creazione di Dio. Il Vescovo di Roma, richiamando l’attenzione del mondo all’urgente bisogno di proteggere la creazione di Dio dai danni umani, e pronunciandosi chiaramente contro il sistema tecno-finanziario che non funziona e che è incompatibile con la società voluta da Cristo, propone una dura ma obiettiva presa di coscienza sulla realtà della nostra casa comune, una nuova ecologia basata sulla parola «μετάνοια» (metanoia), cioè sul totale capovolgimento che si deve operare in chi aderisce al messaggio salvifico di Cristo.
Oggi cercheremo di presentare la visione Ortodossa di questa importantissima Enciclica, attraverso tre voci ben conosciute in Italia: quelle di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, Vertice del mondo Ortodosso, di S. Em.za il Metropolita Giovanni Zizioulas, co-presidente della Commissione internazionale del dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e quella Ortodossa, considerato da molti come il più grande teologo cristiano vivente (Gianni Valente), di S. Em.za il Metropolita Gennadios, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta, un Pastore che opera il proprio apostolato nel nostro paese, dove ha il centro la chiesa Cattolica e la sua Sede il promulgatore dell’Enciclica, Papa Francesco.

Patriarca Ecumenico BARTOLOMEO[1]
Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo sottolinea il pensiero di San Gregorio il Nazianzeno (Teologo), il quale pronunciò che “l’uomo è al contempo divino e umano, un creatore chiamato a diventare divino, un microcosmo e un micro-Dio, un co-creatore insieme al divino Creatore”. Questa ambivalenza dell’umanità significa che l’uomo è capace di compiere le più nobili e dignitose azioni, ma allo stesso tempo è anche incline agli abusi più ripugnanti e dannosi. Dunque, è vero che l’umanità – creata a immagine e somiglianza di Dio – è nel suo stato più naturale quando agisce con compassione e si prende cura degli altri e della natura. Tuttavia, a causa della caduta e, di conseguenza, del peccato, l’uomo agisce “contrariamente alla natura”, in maniera alterata, dimenticandosi “della visione e dell’intenzione che Dio aveva per il mondo”. Già nel 1997 il Patriarca Ecumenico aveva affermato che “danneggiare la creazione di Dio equivale a peccare” e per questo motivo esprime la propria gratitudine a Papa Francesco per aver riconosciuto la sua insistenza “sul bisogno di allargare il nostro concetto stretto ed individualistico di peccato”, dando enfasi alla “conversione ecologica” e alla “riconciliazione con il creato”.
Il Patriarca Bartolomeo attira l’attenzione sullo stretto legame tra ecologia ed economia, ricordando che i termini “ecologia” ed “economia” hanno la stessa radice etimologica, hanno in comune il prefisso greco “eco”, derivante dalla parola greca οἴκος che significa “casa” o “abitazione”. “Non ci sorprende, dunque, evidenzia l’Arcivescovo di Costantinopoli, che il nostro amato fratello Francesco di Roma apra la sua enciclica con un riferimento al Creato come «la nostra casa comune». (…) Questo pianeta è difatti casa nostra; ma è anche la casa di tutti, così com’è la casa di ogni creatura animale e di ogni forma di vita creata da Dio”. Di conseguenza il Patriarca Ecumenico rileva il fatto che l'interesse per l’ambiente naturale è direttamente connesso all’interesse per le questioni sociali, come la povertà, la sete e la fame nel mondo, ed esprime il proprio accordo con  la diagnosi formulata dal Papa Francesco, che “non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale”. Secondo il Patriarca Bartolomeo, “una Chiesa che omette di pregare per l’ambiente è una Chiesa che rifiuta di offrire da mangiare e fa bere ad un’umanità sofferente. Al contempo, una società che ignora il mandato di preoccuparsi di tutti gli esseri umani è una società che maltratta la creazione stessa di Dio”.
Il fatto che Papa Francesco sottolinei la dimensione ecumenica della cura del creato, del bisogno di “rinnovare il dialogo”, di “un cammino educativo” e di un agire “con urgenza, al di là di qualsiasi differenza dottrinale che caratterizza le varie confessioni cristiane e oltre qualsiasi divergenza religiosa che separa le varie comunità religiose”, trova d’accordo il Patriarca Bartolomeo, il quale sottolinea il fatto che “la terra ci unisce in una maniera unica e straordinaria, (…) siamo comunque tutti responsabili per la sua protezione e la sua salvaguardia”, e tiene presente che anche il termine “ecumenismo” condivide la stessa origine etimologica con i termini “ecologia” ed “economia”.

Metropolita Giovanni ZIZIULAS[2]
La sensibilità per l’ambiente nella spiritualità Ortodossa, secondo S. Em.za il Metropolita di Pergamo Giovanni Zizioulas, deriva essenzialmente da due cause. La prima è la vita eucaristica e liturgica. Visto che “nell'incarnazione Gesù si è assunto l'intero creato, ha salvato l'intero creato, non solo l'umanità”, allora nella Santa Eucaristia “la creazione materiale è santificata dal divenire il Corpo di Cristo”. L’essere umano, attraverso il sacrificio eucaristico, agisce non “come padrone” ma “come «sacerdote» della creazione”, offrendo pane e vino, “innalzati come doni del creato, che è un dono di Dio”. Il teologo Ortodosso segnala una conformità a questo magistero nel “Laudato Si”, dove “tutto il creato è permeato dalla presenza di Dio, tutto dichiara la sua gloria e l'uomo canta la gloria di Dio”. La seconda causa della sensibilità Ortodossa per il creato, ribadisce il Metropolita Giovanni Zizioulas, è la tradizione ascetica della Chiesa Ortodossa, “che pone limiti all’avidità umana e all’egoismo, cause della crisi ecologica del nostro tempo”. Il Metropolita di Pergamo rilancia il concetto di "ascetismo ecologico, una idea sgradevole per la cultura odierna, che misura tutto in base ad aumento dei capitali e dei consumi. (…) Lo spirito di ascetismo deve essere adottato per far sopravvivere il pianeta”. Questo concetto di ascetismo, di non abuso delle risorse naturali, può benissimo essere messo in pratica dall’uomo contemporaneo, anche con l’aiuto della “Laudato Si”, propone il teologo Ortodosso.
Riguardo al Movimento Ecumenico, lo stesso percepisce l’Enciclica di Papa Francesco in primis come “un appello all’unità – unità nella preghiera per l’ambiente, nello stesso Vangelo della creazione, nella conversione dei nostri cuori e dei nostri stili di vita, (…) unità nel rispettare tutti e tutto quello che ci è concesso da Dio”. Il Metropolita Zizioulas vede in essa una importante dimensione ecumenica, la ricerca dell’unità delle Chiese e dei loro fedeli “non solo rispetto al passato, ma anche rispetto alle attuali condizioni in cui vivono”. In secundis, egli osserva che per di più nella “Laudato Si” si trova un appello all’ecumenismo “esistenziale”. Secondo il teologo, “l'ecumenismo si muove nel tempo, nello spazio e nell'esistenza. E quest'ultima dimensione, quella esistenziale, è trascurata”. Per questo motivo è necessario “uno sforzo per affrontare insieme i problemi esistenziali che preoccupano l'umanità, (…) i bisogni reali dell’umanità”, cioè tutto ciò che viene indicato «questione sociale» tra i quali la questione ecologica “è la candidata più evidente”.
Infine, va ricordato che il Metropolita di Pergamo, Professore di teologia dogmatica presso le Università di Glasgow, Edimburgo, Salonicco e King's College Londra, mette in rilievo che la stessa scienza teologica ha il grande compito “di promuovere il vero insegnamento biblico e patristico, che mette in risalto la sacralità e il valore di tutta la creazione, compresi gli animali e l’ambiente naturale e materiale, che gli esseri umani devono rispettare e trattare come un dono di Dio, che è l’unico sovrano della creazione”.

Metropolita GENNADIOS[3]
S. Em.za il Metropolita Gennadios, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta, commenta la “Laudato Si” da un punto di vista pienamente pastorale. Per lui essa “è un forte invito al cambiamento e all’azione”, perché “propone utili messaggi nuovi, indispensabili per la pacifica convivenza dei popoli, attraverso il prevalere dell’amore, lo sviluppo ed il progresso dell’uomo, in tutte le manifestazioni della sua vita, uomo che cerca di vivere in modo solidale e con interesse per il proprio prossimo, che è «immagine di Dio». L’Enciclica del Vescovo di Roma, sottolinea il Metropolita Gennadios, è un aiuto importante sia per il fedele cattolico che per ogni uomo di buona volontà “a diventare discepolo della solidarietà, del rispetto e del dialogo”. Per l’Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta la “Laudato Si” aiuta l’uomo contemporaneo “a rispettare, a riconoscere e a diventare paladino della creazione di Dio”, come anche a comprendere che “la Creazione di Dio è dono di Dio all’uomo, non è opera umana, una sua conquista, né una sua proprietà, ma nemmeno è stata fatta per la sua gloria personale e per la sua prosperità economica”. Il Metropolita Gennadios osserva che il documento Pontificio, redatto in “una lingua nuova per un più vasto pubblico”, costituisce una “bussola senza precedenti”, offre una serie di “Linee direttici” e “Punti considerevoli” per un rinnovamento della vita umana “con la prevalenza della solidarietà, dell’interesse etico e sociale dell’uomo ed in genere del mondo”, proponendo “diversi processi per assumere decisioni” nei vari settori della vita sociale.
Il medesimo pastore Ortodosso, particolarmente impegnato negli ultimi decenni anche nel campo della pastorale degli immigrati, riconosce nella “Laudato Si” due notevoli inviti. Il primo viene indirizzato “a coloro che sono ricchi e quindi hanno di più di quanto a loro serve, ad aprire il loro cuore e a pensare a coloro che hanno bisogno, a ridistribuirla tra di loro”, esortando la società contemporanea “a diminuire, per quanto possibile, il numero di coloro che sono privi di lavori dignitosi, di alloggi e di assistenza sanitaria”. Il secondo invito del Metropolita Gennadios, ispirato dal pensiero Pontificio, viene indirizzato agli indigenti e alle generazioni future, ai giovani di oggi, affinché si liberino dall'ossessione del “continuo desiderio di avere sempre di più e sempre maggiori necessità”. Infine, il Metropolita Gennadios, soffermandosi sul pensiero di Papa Francesco riguardo ai mercati finanziari e alla tecnologia, ritiene che questi “possono essere organi meravigliosi, come quando servono l’uomo e lo sostengono”, ma che al contrario “viene degradata la dignità umana” quando “i pochi diventano più ricchi e la maggioranza diviene schiava” dei mercati e della tecnologia.

Conclusione
Sicuramente la “Laudato Si” costituisce un nuovo capitolo della dottrina sociale della Chiesa Cattolica Romana, basata, però, sull’insegnamento cristiano più forte di tutti, incluso nella parola «μετάνοια» (metanoia). Essa è una profonda critica alle logiche di mercato che prevalgono nella società attuale. La «μετάνοια» (metanoia) della “Laudato Si” richiede nuovi stili di vita e un rinnovato impegno a favore dell’ambiente -con tutte le creature e la natura- così tanto trascurato, della vita umana -quella di tutti gli esseri viventi, in tutte le sue fasi dal concepimento al tramonto-, della famiglia -dove nascono relazioni vere e durature-, dei poveri -nostri fratelli particolarmente bisognosi del nostro amore-, e del nostro οἴκος in generale. Tutti noi Cristiani, uniti sulla terra che condividiamo, dono prezioso e fragile del nostro Creatore, siamo invitati ad abbracciare questo tipo di «μετάνοια» (metanoia), superando le nostre differenze confessionali e dottrinali.


[1] Vedi: Esclusiva: il Patriarca Bartolomeo sull’Enciclica di Papa Francesco sul Clima, in “TIME”, 18-06-2015, in www.ortodossia.itIntervista di S.S. il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, di Andrea Tornielli, in “Vatican Insider - la stampa”, 18-06-2015, inwww.ortodossia.it.

[2] Intervento alla presentazione dell’Enciclica di Papa Francesco “Laudato si”, inhttp://www.laudatosi.vaLiturgia Cosmica ed Ecologia. Intervista al metropolita ortodosso Ioannis Zizioulas, di p. Antonio Spadaro S.I., in Civiltà Cattolica, Quaderno N°3962 del 25/07/2015 - (Civ. Catt. III 105-208).
[3]Presentazione di una analisi pastorale dell’Enciclica “Laudato Si” del Papa di Roma Francesco, in www.ortodossia.it (Saggio in occasione dell’incontro con On.le Laura Boldrini e Mons. Rino Fisichella).